Aceto: normativa italiana

 

In Italia la legislazione, molto restrittiva rispetto ad altre europee, ammette acidificazione di vini sani e genuini  e distingue tra aceti di qualità con acidità di 7-12% perchè prodotti con un vino di qualità e aceti comuni con acidità 6% derivati da vini di bassa gradazione, fatta eccezione per gli aceti aromatici provenienti da vini aromatici (moscato, malvasia, brachetto).

L’acidità riportata in etichetta si riferisce alla % di acido acetico contenuto e non va confusa con il concetto di acidità (pH).

Nell’aceto di vino di qualità sono presenti anche altri componenti che formano il bouquet e modificare la percezione dell’acre. Quindi  un aceto di qualità di acidità 8% può essere morbido, aromatico, strutturato e gradevole al palato sebbene con pH 3.

Ad esempio il miele è un alimento con pH 4-4,5 ma questa acidità non viene percepita.

Allego parte del testo di LEGGE 238 DEL 12 DICEMBRE 2016, per chi volesse approfondire l’argomento…..